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Reinventarsi: identità ed espatrio

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Photo by  Stefan C. Asafti  on  Unsplash Trapiantare la propria vita in un nuovo paese significa spesso doversi reinventare da zero. Avere davanti una tela bianca su cui cominciare a dipingere una nuova realtà può essere davvero emozionante, una opportunità da non perdere e da sfruttare al meglio. Per alcuni, potrebbe rivelarsi davvero difficoltoso, per altri costituisce invece una fonte di energia e di spinta creativa. In un nuovo paese, nessuno conosce il tuo passato, le tue abilità, le doti e caratteristiche che ti contraddistinguono e rendono unico. Reinventarsi, a volte significa rinunciare ad identità precedenti, che avevano molta più importanza nella nostra vita di quanto vogliamo riconoscere. Cambiare pelle può rivelare i nostri punti di forza, ma può anche lasciarci con delle ferite inaspettate. Io ho attraversato entrambe le fasi. Appena arrivata in UK, spinta dalla necessità di sopravvivere e trovare un lavoro non ho pensato a cosa avrei davve...

Da barista a… Come ho trovato un “vero lavoro” in UK

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***Questo post e' apparso per la prima volta sul sito Amiche di Fuso *** Quando sette anni fa arrivai in UK senza conoscenze e senza prospettive decisi di sfruttare al massimo l’opinione che gli stranieri hanno di noi italiani: siamo simpatici e sappiamo fare un buon caffè. Stampati una cinquantina di Curricula mi aggirai per le strade di Durham entrando in ogni negozio o ristorante e chiedendo se avessero bisogno di personale. Tra qualche no e qualche curriculum accettato con fare di cortesia le giornate trascorsero senza alcun risultato. Decisi quindi di recarmi al  job centre  dove, fatto un breve colloquio, mi venne data una lista di lavori per cui applicare. Tra questi, uno in particolare catturò la mia attenzione: cercavano baristi per il Caffè dell’Università. Inviato il curriculum e la  cover letter  (spesso e volentieri più importante del curriculum stesso!) ricevetti dopo qualche giorno un invito per il colloquio. Ero un po’ spaventata dalla prosp...

Domande da expat

Noi expat siamo animali un po' strani per la gente che ci conosce e ci vede partire per un paese straniero che noi ormai chiamiamo casa. Dopotutto, un po' matti devono essere questi "cervelli in fuga", persone che abbandonano il proprio paese e i propri affetti per cercare lavoro in luoghi impronunciabili. E che dire di quelli che un lavoro ce l'avevano già ma nonostante ciò decidono comunque di lasciare tutto e ricominciare daccapo, magari per colpa di un lui/una lei appena conosciuto/a. Per non parlare di coloro i quali partono per inseguire le proprie passioni e i propri sogni...con questa crisi?? Insomma, normali non siamo e per questo generiamo curiosità. Con la curiosità arrivano anche tante domande che amici, parenti e conoscenti non esitano a porci puntualmente ogni qualvolta atterriamo sul suolo natio (ma anche su Skype...). Ecco un elenco semiserio di domande che mi sono state poste in questi sette anni di espatrio. 1) Come si sta a Londra? Non l...

Cambio di carriera: tre lezioni dalla mia esperienza

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*Traduzione in Italiano di un post che ho pubblicato su LinkedIn lo scorso giugno. Link all'articolo originale (in inglese) . Scusate se a volte uso l'apostrofo invece dell'accento, nessuno dei miei computer e' dotato di tastiera italiana!*  Quando l'anno scorso, nel giorno del mio compleanno, il mio fidanzato mi annuncio' di aver trovato lavoro a Swansea e che ci saremmo quindi dovuti trasferire in Galles, non ero per nulla convinta. Avevo una carriera promettente, lavorando per una grande azienda americana in un ruolo che mi piaceva molto e nel quale mi sentivo sicura di me. Mi trovavo insomma al centro della mia "zona di comfort" e il pensiero di dover ricominciare tutto daccapo mi spaventava. Nonostante ciò, sono sempre stata un tipo avventuroso e nel giro di qualche giorno ero già emozionatissima all'idea di avere l'opportunità di vivere in una nuova città. Inoltre realizzai subito che finalmente era giunto il momento di scegliere il...

Settimo anno da expat. Tempo di bilanci!

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Capita anche a voi di avere i pensieri migliori e peggiori allo stesso tempo quando vi fate la doccia? Se poi avete i capelli lunghi come me tali pensieri proseguono e si sviluppano ulteriormente durante la laboriosa asciugatura delle chiome. Bene. Oggi, effettuando le suddette operazioni, ho realizzato che sono appena entrata nel settimo anno di vita lontana dal mio paese ed e' ora di fare un bilancio generale. Nel 2009 infatti mi sono trasferita in UK con il mio allora fidanzato e ora marito. Non sapevamo cosa aspettarci, stavamo insieme da solo un anno ma eravamo giovani e spensierati e non ci abbiamo riflettuto più di tanto...  Da allora molte cose sono accadute, e magari nei prossimi giorni vi scriverò delle nostre avventure pre e post Regno Unito, ma per il momento voglio solo tirare un po' di somme. Una delle prime foto scattate in UK, retro della nostra casa. Il Regno Unito mi ha dato tanto in termini di lavoro, esperienza, indipendenza economica. Ar...